Okokok… ci ho provato lo ammetto.
Ho scritto un posterello cercando di fare la splendida, ahahah-ridiamoci-su.
Mi rendo conto di non essere in forma ultimamente, ma visti i post precedenti mi sono ripromessa di non ammorbarvi con le mie innumerevoli disgrazie.
Che poi diciamocelo, l’unica disgrazia è essere me che convive con me. Punto. Non è che chissà che vita di tremenda io faccia.
Fin da bambina mi hanno insegnato a convivere con le conseguenze delle mie azioni e così sia.
Hai voluto mollare un lavoro quasi sicuro in un ufficietto bunker dove ti spaccavi le palle e ti sentivi una cinquantenne in attesa della pensione?
Hai voluto far cazzate con le tue storielle amorose etc etc di cui sotto?
Hai voluto ficcarti nel mondo squattrinato, infame e altalenante del teatro e della recitazione in una capitale in cui il 99% sgomita per una parte da albero in una commedia qualsiasi?
Hai voluto cercare un lavoretto di merda che ti distrugge fisicamente e mentalmente?
Che si potrebbe riassumere con ... Hai voluto la bicicletta?
(coro)... E ADESSO PEDALA!
Giustogiusto.
Ma ho tanta voglia di lamentarmi, ho un dinosauro ferito che mi si rotola dentro. E lassateme sfogà. E lassateme fare la scenata napoletana. La vecchia che piange dandosi colpi sul petto urlando frasi incomprensibili al Cielo.
Okokok… ci ho provato, lo ammetto.
Ho fatto l’inossidabile. Non è vero. Sto di merda.
Detto ciò, ho debuttato al Teatro Furio Camillo (sempre alla facciaccia di chi mi vuole male) , è andata bene, dicono. Io che sono pignola e perennemente insoddisfatta, dico che sarebbe potuta andare meglio.
Alla fine della seconda replica, si raccolgono le cose in camerino, sudati, con il trucco di scena, storditi e stanchi ci si saluta con promesse di non perderci di vista.
Le persone più care mi aspettano fuori per farmi i complimenti, per abbracciarmi e la luce nei loro occhi, l’orgoglio, premia tutti i momenti di merda, gli errori, questa scelta che spesso mi è sembrata assurda.
Il giorno dopo sono salita su un aereo senza nemmeno avere il tempo di realizzare e sono stata centrifugata nella movida barceloneta. Ho passato tre giorni a bere chupitos alla mela verde e mangiare pesce, vagare per la città vecchia e per la Rambla. Tre giorni senza pensare.
Ora sono tornata e ho trovato Roma blindata e Obama ad aspettarmi e tutta la tristezza è colata come miele. Mi sento una zeppola. Fritta e appiccicosa.
E poi? E poi sarà come morire. Il mio tempo qui a Roma è scaduto. C’è un trasloco che mi aspetta a Firenze. Spostare di nuovo i pezzi della mia vita in un’altra casa, aprirli e riorganizzare la mia esistenza.
Mi mancherà questa caotica città, piena di umanità aggrovigliata e berciante.
Mi mancherà guardare fuori dai finestrini degli autobus e nel traffico disordinato veder spuntare pezzi di antichità incastonati in un magma metropolitano.
Il teatro. I miei strani compagni di avventura. Mi mancheranno, sì.
Sarà che sto invecchiando e mi lascio attanagliare dalla nostalgia.
Mia madre per tirarmi su il morale, mi ha suggerito di rimettermi a studiare, nel frattempo e magari chessò, laurearmi. Ottima idea, Madre.
Io pensavo di sposarmi e fare 4 o 5 marmocchi, nel frattempo.
In effetti, non so chi delle due abbia le idee migliori.
Chi sono? PROVATE A DIRMELO VOI![non mi provocare…]
una moglie,una mamma,una sarta [cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia]
Scandisco il tempo tra i battiti di ciglia e i respiri dell’universo col metronomo del sogno. Puntualizzo l’inesistente e correggo l’inesistenza della verità. Scettico sulla realtà, fiducioso nella mia non presenza. Lascio segni di inchiostro lungo le tangenti del nulla. Nego le linee rette, rinnego gli angoli, abbraccio gli angeli di versi e di note diversi ogni volta e distanti dal sole. Incapace di giungere al centro, per distrazioni o noia carezzo i bordi di spirali vitali. Attendo cadute o ascese, mi fingo regista Di un film non dato. [mi sta uscendo il sangue dal naso...parole a caso?] Scrivo, senza saperne i motivi.. [e si vede] Ripongo la maschera da artista annoiato. [riponi, va']
Siamo 6 amici zumpappà, e ci divertiamo a fare i pirli zumpappà, adesso un blog abbiam creato zumpappà, e la nostra ilarità vi ha già contagiato zumpappà...[mi sento già un’altra persona… zum…pa…ppà.]
dolce, sensibile, romantica, matura, disponibile, educata e sognatrice! a volte un pò insofferente.. non sopporto le ipocrisie e le persone che offendono e fanno soffrire gratuitamente![anche la guerra e la mafia danno fastidio, per non parlare della fame del mondo…]
Chi sono? Ah si sono io! Minchia che paura quasi non mi riconoscevo![che simpatia]
Sono un ex operaio (tecnico di ascensori),oggi in pensione. [ e quindi hai avuto la splendida idea di aprire un blog...] Mi dichiaro "autodidatta" e mi interesso di: poesia, ufologia, politica e di tante altre cose. Tranne che di sport. [ok. niente sport] Tutti gli scritti sono di mia produzione. [ Non so se andarne fiero] Per la parte che scrivo poesie,alcune puntualizzazioni. [ In principio era il verbo... ] Cominciai a scrivere e a dipingere e disegnare a 15 anni (1964) a 20 lasciai per farmi prendere dal gorgo del '68.Prima anarchico individualista, poi votai PSIUP, poi PSI ed infine nel 1972 mi avvicinai al PCI, nel 1973 mi iscrissi, nel 1974 divenni segretario della sezione del PCI del Quartire Comasina a Milano, la: "Ruggero Grieco" sino al 1979/'80. Nel periodo successivo anni '80-'85, sono stato redattore della rivista "A-B-C" (Affori-Bruzzano-Bovisasca-Comasina), del PCI, la quale rivista era (ed esiste pure oggi, purtroppo in mano al PD...), la rivista più diffusa a livello nazionale, ne sono uscito quando nel 1985/86 mi sono trasferito di casa. [AIUTO...] Sono rimasto iscritto a tale partito fino alla sua "DEBACLE-REVISIONISTA" (1989), con la nascita del:PDS. "In questo periodo sono stato anche militante in una organizzazione ECOLOGISTA, per circa tre anni." Ero già sulle posizioni interne del -MOVIMENTO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA- ho militato nello stesso Circolo (intitolato a Ludovico Geymonat - filosofo marxista) del compianto Giovanni Pesce, partigiano nelle Brigate in Spagna, [FERMATELO...]con cui ho condiviso alcuni ambiti della politica. Uscii da rifondazione con il periodo del suo appoggio all'entrata nell'euro, col Governo Prodi (primo), perchè ritenni che lì si consumasse il REVISIONISMO totale dell'ex sinistra comunista in Italia...etc. Ripresi a scrivere a 30 anni, nel '79, [SIAMO ANCORA AL '79?!?!] quando conobbi la mia musa e attuale moglie, Lucia [SANTA DONNA].Ho partecipato a decine di concorsi e sono stato più volte menzionato. Non ho ancora pubblicato un libro tutto mio(solo con altri!) perchè vorrei essere prima considerato e poi si vedrà! [No, vi prego...]Sono socio di una organizzazione a carattere culturale che ottempera anche poesie (ARTECULTURA) presieduta dal poeta "Lucano", [ fondamentale saperlo] Giuseppe Martucci. La quale organizzazione chiede "attivamente", il: DISARMO-MONDIALE! [ Non so se riesco ad andare avanti] Dal 2008 sono divenuto anche socio del: "il CLUB degli autori."Inoltre:mi sono formato una base culturale discreta sulla storia politica e sociale del '900. Poi ho letto:Pavese,Ungaretti,Neruda, Pasolini,Montale,Carducci, Darwin,Marx,Gramsci,Penna, Brecht, Raboni,etc.E tanti altri.Da ragazzo dopo le elementari,ho fatto 4 anni di agraria,fui bocciato 2 volte,lasciai e cominciai a lavorare come operaio. [Io non ci credo che stia raccontando VERAMENTE tutta la storia della sua vita... sono sempre più basita] A circa 33 anni presi la licenza media inferiore,staccandomi al pomeriggio per un anno dal lavoro dove la conseguii.La mia formazione "culturale" è però data dalla mia volontà ostinata e come dico all'inizio, mi dichiaro "autodidatta". [ E l'abbiamo capito] La parte fuori dal terreno sopra esposto, è che costruisco dei modellini di U.F.O. [ Ecco..gli ufo... certo...] (astronavi e dischi volanti)e dipingo delle pietre rotonde,levigate dal mare,con espressioni(facce)seriose.etc...[Ma pensa tu... un artista a 360 gradi...] Quanto sopra esposto attiene al merito delle poesie,e del mio agire in politica,la qual cosa ormai è datata. [E allora perchè ce ne hai parlato così ampiamente, di grazia?] Per il versante Ufologico invece,che è la mia prima passione e risale al periodo dei primi anni '60,quando oltre ad un(presunto) avvistamento [ io tra un po' vedo la gente morta]di tipo "ufo", venni a conoscenza della rivista supportata da un signore di nome:Eugenio Siracusa,il quale sarebbe un "ufologo-mistico" precursore in Italia, originario della Sicilia, nello specifico Catania. La rivista si denominava: "centro studi fratellanza cosmica",la quale poi nel tempo si trasformò in: "Non siamo soli",etc. Fatte queste premesse [Fatte queste PREMESSE!?FATTE QUESTE PREMESSE???!?! MA IO STO PER AVERE UNA CRISI ISTERICA...]vi porto a conoscenza di cosa ho letto(autori)per farmi una base conoscitiva. [no. basta.basta...]Ho letto:Kolosimo (paleoastronautica),Pinotti (C.U.N.,di cui sono stato collaboratore esterno per qualche anno).Ho letto pure:Compassi,J.Allen Hynek (il padre dell'ufologia moderna),Berlitz(triangolo delle Bermuda),Minazzoli, Malanga,Isaac Asimov,etc.[Sei uno che non ha il dono della sintesi, oltre ad essere completamente fuori di testa. mi sento prosciugata]
Con Bossi e la Lega Nord per il federalismo.[mavà a cagher]
Sono forse il figlio di Democrito?O un saggio tra i pazzi?O un pazzo tra i saggi?O un sazzo tra i paggi? Bah![o un cazzo tra i seggi]
Non sono bella come Angelina Jolie, non sono giovane come Melissa P., non sono simpatica come Luciana Littizzetto, non sono brava come Oriana Fallaci ma.... ...Ma mi piace tanto scrivere, aforismi, poesie, racconti, anche romanzi. Credo nell'amicizia disinteressata e sincera e, allora, teniamoci in contatto![sìsì, come no… non perdiamoci di vista]
la forbita mangrovia dal pragmatismo punk (ma non lo dico io, lo dicono gli altri)[vorrei tanto conoscerli, questi altri]
Mi chiamo Leo, ho 17 anni...sono magro =P [ E quindi? ] non mi piacciono i bambini, adoro gli animali, sfegatato di anime/manga e delle loro song XD..e poi boh XP se vuoi conoscermi meglio, leggi il blog XP ciauuu!! ;) [ dovrebbero fare una selezione all'ingresso . Voglio parlare con il padrone di questo posto ]
Salve a tutti! Mi presento subito! Sono Vanessa, ho 36 anni e dal 1994 esercito la professione di astrologa.[e un bel chi-se-ne-frega?]
Sono single. Le cose che mi piacciono sono: Il Cinema-chattare e navigare su internet-recensire Film-conoscere gente nuova-dormire e le coccole. Non mi piace l'egoismo-la falsità-l'opportunismo per far carriera-il carrierismo e l'indifferenza della gente. Sono romantico-sensibile-sentimentale (anche se al Cinema non mi piacciono molto le cose zuccherose e gli sto lontano,ma invece nella vita il contrario) e passionale. Però purtroppo sono rimasto deluso dagli eventi e da alcune persone,ma spero di incontrarle sempre migliori. I miei difetti:sono pigro, abitudinario e insicuro. I miei pregi:sono sincero,umile,simpatico e uno che ascolta molto. Alcuni mi dicono che ho "la sindrome di Peter Pan".[... Che tu sia single non mi stupisce affatto, chissà perchè. E secondo me, la sindrome di Peter Pan è il meno]
Un attimo... una donna certo!il resto? un pò alla volta ;-)[ma anche no … ;)... ]
NON SOPPORTO LE FIGHE DI LEGNO;I FINOCCHI CHE SI PASSANO PER COPPIE;E CHI MENTE SAPENDO DI FARLO[Io in una riga e mezzo non sopporto te]
Ciao!!! Mi chiamo Tina!!!Amo "smisuratamente" il Punto Croce!!! Mi piace anche leggere....Sveva Casati Modignani è la mia preferita!! [ come si fa ad amare “smisuratamente” il punto croce??!?!?... Sveva Casati Modignani…Sveva Casati Modigliani... ]
E poi succede che ridendo e scherzando ti innamori del tuo migliore amico. E lui di te. Succede che all’inizio, sempre ridendo e scherzando, si finisca a letto in una serata di festeggiamenti. Lui ti mette una mano sulla tetta e tu ridi, perché le sue mani non hai mai pensato che potessero toccarti le tette, se non per gioco o su un palco. E il giorno dopo, si beve un caffè insieme e ci si sorride come due amici che devono mantenere un segreto e ognuno torna alla sua vita, alle sue storie ma il pensiero si insinua piano, piano e… chissà se…
Si condividono, pomeriggi, serate, si prepara uno spettacolo e ci si scambia sguardi da amanti/amici segreti per poi scoprire, con il tempo, che era il segreto di Pulcinella.
E il tempo passa, il tempo lo si passa insieme e ci si bacia come adolescenti e ognuno si fa le sue domande ma nessuno dei due ha il coraggio di chiedere, nessuno dei due vuole rovinare quello che c’è. Ma il pensiero si insinua piano, piano e… chissà se …
E poi succede che il pensiero diventa un pensiero costante, un desiderio, un sentimento, una certezza. Si parte per una settimana su montagne sperdute a fare quello che amiamo, il teatro, e ancora una volta condividiamo le nostre passioni, in segreto. E poi succede che hai paura e decidi che è meglio restare solo amici e nel momento in cui lo decidi, lui arriva correndo sudato su per le scale, ti guarda con la faccia stravolta di chi ha passeggiato nel bosco tutta la notte a pensare e ti bacia come se fosse l’unica cosa che desideri fare per tutta la sua vita. E a quel punto, fanculo tutto, la tua storia in crisi da troppo tempo, le paure, l’amicizia. Fanculo tutto. E quello è l’inizio della fine. L’inizio. Con la promessa che qualsiasi cosa succederà resteremo sempre noi. Noi. Non ci faremo incastrare dalle dinamiche di coppia, non rovineremo mai la nostra amicizia e l’affetto che proviamo al di là dell’Amore e di quello che sarà.
E passano mesi simbiotici, mesi di felicità, di pranzi, viaggi, di telefilm a letto, di riti, condivisione, intimità. E poi succede che la mia Natura prenda il sopravvento e che Lui provi a tamponarla, provi a capire, ad accettare, no, sopportare. Le bugie, i tradimenti, i flirt. E tiri troppo la corda e dài per scontato che tanto Lui c’è. Ci sarà. Lui che ti conosce meglio di chiunque altro, Lui che sapeva tutti i tuoi trucchi e trabocchetti e sotterfugi. Lui che “sei la persona più orribile che conosca e nonostante questo ti amo”. Lui che alla fine ha ceduto come tutti gli altri, schiacciato dal dolore, dal male. E tu che fai? Mentre Lui ti chiede aiuto, nel mezzo della tempesta, cosa fai? Ovvio, scappi. E’ la cosa che sai fare meglio. Lasci tutto così e scappi. Scappi a rincorrere i tuoi sogni, lasciandolo in balia di un uragano. Te ne vai accostando la porta, rimandando il problema a chissà quando. A poi. E passano mesi lontani, mesi difficili, mesi in cui una metropoli grande ti trascina e in quella metropoli c’è anche l’Altro. E questo è troppo per Lui. Troppo. Chiude la porta senza nemmeno avvertirti. E tu, quando ti accorgi che è finita, senti un peso schiacciarti e un dolore mangiarti da dentro e no, non ce la fai a salvare niente, vorresti solo dare tutto a ferro e fuoco. Vorresti che la terra si aprisse e lo ingoiasse. E un grumo d’odio si piazza tra la gola e lo stomaco e non vuoi salvare niente. Vuoi solo che soffra quanto stai soffrendo tu. Lui che ti conosceva meglio di chiunque altro, si è arreso a pochi passi dal traguardo, stremato. Ha mollato. Non puoi perdonarglielo. Hai condiviso tutto, anche quello che hai sempre nascosto a te stessa, e ora vorresti andare lì e strapparglielo di mano. Perché non se lo merita. Perché si è arreso. Perché non si può tornare amici. Non si può fare finta di non esserci scambiati, pelle, sudore, lacrime, carezze e abbracci.
E in una notte come questa lo chiami masticando vetro e moccio e metti da parte l’orgoglio e l’odio, per cercare un finale alla Walt Disney. Ma no. La voce che risponde è piena di una certezza che ti sgomenta e ti lascia impotente, stremata, con eco di parole dure. Ferme. Fredde. E l’Amore? Eh? L’Amore? Quello che salva le persone, quello che fa piangere ascoltando canzoni, che scivola su tanti libri che hai letto, quello dei film che ami? Dove cazzo è l’Amore?Eh?
Sotto le macerie, dice. E senza di te sto meglio. E senza di te sto meglio. E senza di te sto meglio.
Sterminato da una bomba atomica che ho innestato io e dopo un disastro nucleare non puoi venire a cercare di salvare i feriti. Non ci sono feriti. Non ci sono sopravvissuti. Non c’è più niente.
Sei un’illusa. Una sciocca e sai che passerai altri giorni senza mangiare perché vuoi solo sentirti vuota, asciutta. E continuerai a vivere, certo. A lottare, certo. Continuerai a perderti nel via vai frenetico degli incontri, continuerai a stare sulla giostra di intenti, perché cazzo, non si può fermare tutto, mettersi a letto e alzarsi quando si avrà la forza. E il tempo dicono che guarisca e sei solo l’ennesima storia finita male, una delle tante storie d’amore che popolano il mondo. Una delusione, uno sbaglio. E ti trasformi in una donnetta patetica che piange al telefono. Che brutta fine che hai fatto. Già, perché tutto ha un inizio e una fine e i per sempre degli innamorati sono solo qui e ora e ancora non l’hai capito che il Bene non vince?
No. Non l’ho capito. O meglio, sì, l’ho capito ma non ho imparato, nonostante corazze pesanti di cinismo e sarcasmo, non ho imparato a difendermi dalla stupida speranza di un Happy End che non arriverà mai.
Chapeau!
Stavo scrivendo un post sul corteggiamento e devo essere sincera, non sapevo bene dove andare a parare.
Ho chiesto un po’ di consulenze maschili a riguardo perché, cari i miei uomini, mi sono resa conto che non sapete più corteggiare. E allora, come è nella mia natura, volevo capire il perché e il per come, chessò, darvi qualche consiglio, ma sono più confusa di prima.
Il punto è che mi rendo conto che non è tutta colpa vostra, le donne sono difficili da corteggiare nowadays [nowadays mi ricorda molto i temi di attualità in inglese che facevo al liceo... scusate, momento amarcord], io lo capisco che voi siete pane al pane, vino al vino.Vi piace una e volete portarvela a letto, senza perdere troppo tempo a capire chi è, com’è, cosa le interessa e tutte le pippe mentali che si fa.
Inoltre, le donne sono tante e, per una che non ve la dà, magari ce ne sono 3 dietro l’angolo pronte a dirvi di sì. La legge dei grandi numeri, e allora, perché fare una faticaccia e concentrarsi solo su una?
Gli uomini interpellati mi hanno spiegato che il tempo lo si investe solo se una donna interessa veramente. Ma come fate a sapere se vi interessa veramente una se non ci dedicate un minimo di attenzione?
Ecco, mi perplimete.
Ultimamente sono soggetta a molte avances, ma sono quelle avances da ridendo e scherzando, me la dài?“Che ragazza affascinante…” di per sé è già una frase abbastanza ridicola, ma se in più, me la dici guardandomi le tette, arriviamo direttamente sul palco del Bagaglino.
La buttate lì, la chiedete così en passant.
Per non parlare dei danni causati dalla tecnologia, i social network etc vi hanno impigriti e vi hanno tolto fantasia. Mandate un messaggino, ogni tanto due chiacchiere su msn ed ecco il corteggiamento.
Eddai, su, potete fare un pochettino meglio, no? Possibile che non siate in grado di infiocchettare una proposta scabrosa?
Noi donne siamo così, ci piace credere alle cazzate, anche quelle che fanno le dure, quelle che "tanto una così non me la darà mai"... Non abbattetevi, non buttatevi giù, io lo so che ce la potete fare. Yes, you can.
Ora, io sono donna in fin dei conti, quindi sono vezzosa e mi piace essere al centro dell’attenzione.
Fateci sentire desiderate - il che non vuol dire che dovete guardarci come Alvaro Vitali guardava la Fenech - abbiate un po’ di pazienza, cercate di recuperare il gusto dell’attesa, del lavorare di scalpello, ammaliateci, fateci sentire uniche, meravigliose, sensuali, intelligenti, divertenti, simpatiche, fateci arrossire, sorprendeteci ...
Ho le spalle a pezzi e una stanchezza puramente fisica.
La stanchezza di ...
... “What would you like to drink?”, sparecchia, apparecchia, porta da bere, apri il vino, drin drin il pass in cucina, molla tutto e corri, con le insalate ci vuole sempre il paneolioacetosalepepe, porta un’altra bottiglia di naturale al k3, 3 coca cola al b2 e uno Shiraz al 90, che dolci ci sono? sala uno dall 1 al 7, sala due dall' 8 al 13 più 89 90 91, sala tre … non me lo ricordo, so che c’è un 14/a un 18 un 22 e a volte un 25, prendi le posate, taglia il pane, cambia le candele, dove cazzo sono i vini?, drin drin drin drin drin, è finita la spina, i signori vogliono il conto, quando porti l’acqua versa sempre da bere, ricordati di rimettere le posate dopo che hai sparecchiato, Samir, Zack, Ervis, Agnesa, Rebecca, Alfred, Francesco, Erica, Loredana, Zack , Antonio, Danilo … egiziani, catanesi, albanesi, calabresi, rumeni, palermitani, cingalesi, hai sbagliato a portare il vino, hai sbagliato a portare il piatto, ti sei dimenticata di portare l’acqua, ti sei dimenticata di ordinare la focaccia, a che ora finisci? Io faccio lo spezzato, drin drin drin, vado io, tu porta questo al tavolo d1, sono finite le posate vai in cucina a prenderle,sorridi di più. Checazzaroladevosorridere?!!
Vai, bella, muoviti.
Drin drin drin, il pass, cazzo, il pass.
E per fortuna che il posto si chiama Life. Io mi sento morire.
[Ma non mi lamento, eh, sia ben chiaro. Non è che posso stare sempre a lamentarmi.
E quando non ho il lavoro mi lamento e mo’ che ho il lavoro mi lamento, ennò, ennò.
Va benissimo così. ]
Still dont know what I was waiting for
And my time was running wild
A million dead-end streets and
Every time I thought Id got it made
It seemed the taste was not so sweet
So I turned myself to face me
Ho così tante cose che mi frullano in testa che avrei voluto aspettare di organizzare un paio di idee per dare un senso al prossimo post. Per una volta sarà un post disordinato, non puramente joyciano e nemmeno particolarmente introspettivo. Semplice. Così come mi viene. And thesedicks dei sensi e dell’ordine.
C’è stato il terremoto. Sono morte delle persone. Io, il giorno prima avevo deciso di andare a L’Aquila a trovare mia cugina appena nata – che bambina fortunata … - (tutti salvi) ma poi, per pigrizia, ho pensato di rimandare a dopo la Santa Pasqua.
Il letto ha tremato. Il telefono ha squillato. La televisione ha vomitato servizi di tutti i tipi pur di racimolare un audience sciacallo. Come se ci fossero tanti discorsi da fare. Io, di fronte a certe cose, mi ammutolisco.
E le case erano costruite con la sabbia del mare, E bisogna trovare i colpevoli, E la caccia alle streghe che c’è dopo ogni tragedia, E se avessimo ascoltato chi diceva che, E se i soccorsi fossero arrivati prima, E se se se… parole, parole, parole… a destra e a sinistra - what's sinistra?!
Detto ciò, sono entrata per la prima volta dentro San Pietro. Mangiando un gelato con il naso puntato verso la Basilica ho detto:
“Pensa tu, abito a due passi da qui e non ci ho mai messo piede…”
“Vergogna!”
E nel giro di qualche minuto, sono stata trascinata davanti ai metal detector e una poliziotta guardava nella mia borsa per controllare che non fossi lì per fare attentati alla Santa Chiesa.
Non c’è che dire, bel lavorino hanno fatto. Ho toccato il piede della statua di San Pietro - tutto consumato dalle tocchicciate e strofinamenti dei turisti - e ho visto il papa buono mummificato (credo che fosse lui…) che sembrava di cera.
Mi sono anche bagnata dietro le orecchie con l’acqua santa che non si sa mai, avesse a portare fortuna.
Il mio amico mi ha costretta a farmi il segno della croce prima di uscire. Io gli ho detto che il mio segno della croce non contava un granchè non essendo battezzata - non per fare la puntigliosa, ma ecco... Dio è un po' precisino ... Lui mi ha risposto che Dio mi ama ancora di più proprio perché non sono battezzata. Ho fatto la faccia storta e dubbiosa e poi gli ho domandato – così tanto per fare polemica inutile e solo per rompergli le palle - che cosa ne pensasse Dio del terremoto. Attraversando la Piazza affollata di ragazzini in gita - e vecchi in gita e tutti in gita - mi ha risposto con la tranquillità di chi tanto ha la fede che Dio ci lascia liberi , quindi non è colpa Sua se gli uomini costruiscono le case a cazzo di cane. Ah, già, già… il libero arbitrio. Affascinante teoria.
E così, laughing and jocking, siamo a maggio, mi sembra ieri che arrivavo naaa capitale con la mia valigia di cartone per fare l’attrice – tta, per citare l’anonimo E.
Sono stati mesi strani. Sembrava che nulla si muovesse, che nulla dovesse accadere e invece . . .
E poi, si vedrà. Tanto è inutile far progetti chè poi i progetti vanno a monte e io m’incazzo e ci resto male.
Mentre mi interrogo sul Mondo, penso "Maporcamiseria ha ricominciato a piovere", aspiro una sigaretta e vago sui profili del blogghers.
Utenti on line.
Scorro l'elenco.
Osservo prima gli avatar e poi leggo le poche righe di presentazione.
E rido.
E poi smetto di ridere e scuoto la testa.
E poi mi blocco e spalanco la bocca in segno di stupore.
E poi rido di nuovo.
Ecco chi siete...
i'm looking for a kinky girl or woman who likes to have hot fun on the net. I'm dirty and kinky, i can do wanks for you! if u're interested in me,... [Cominciamo con l'allupato anglofono]
Esperto di Combattimento all'Arma Bianca. Esperto di Combattimento Disarmato-Contro Coltello. Allievo diretto di Maestri di Sistemi Popolari del... [Inquietante]
Salve! Sono un ridente trentaseienne (come passa il tempo!) che, dopo varie peripezie della vita, guarda sia la luna che il dito. Per le... [Eh sì... come passa il tempo... ridente non si può sentire accanto a trentaseienne]
Uno di quelli che hanno creato Splinder e ora cerca di capire come funziona il cervello [Bel lavorino hai combinato]
Scivolo dentro l'illusione della conoscenza...[Pensa che palle]
Sono un'anima antica che volge lo sguardo nello specchio del tempo e si meraviglia dell'amore immortale che il cielo infonde nei nostri occhi umani [see. E poi?]
Disquisizioni, meditazioni e degustazioni tra l'ozioso e il dilettevole... [Sembra una recensione di un ristorante sulla guida Michelin]
IO... semplicemente...IO... e basta...PUNTO anzi PUNTO ESCLAMATIVO!!!!FUORI dalla menzogna,dalla falsità, dall'ipocrisia delle persone... [Sì, ma stai calma]
Una donna che sa ciò che vuole[Incredibile]
Una foglia nel vento, un sasso nel fiume, una goccia nel mare, coscienza ed incoscienza, orgoglio ed umiltà, ragione e follia, tenebra e luce,... [paura e sentimento, angoscia e coraggio, Cip & Ciop]
Sono nato a Carrara, ma la prima boccata d'aria una volta fuori dall'ospedale era carica di salmastro viareggino, così Viareggio mi ha adottato. E... [In principio era il Verbo... non è che ci devi raccontare proprio tutto tutto]
Trans Italiana con base in Toscana a Pisa[Transpisana]
Ti dono questi versi, perché se un giorno il mio nome approderà felicemente alle epoche lontane e farà sognare qualche sera i cervelli degli...[Sì, va be'... ma chi sei?]
Mi piace conoscere nuove persone e a provare quelle emozioni che aiutano a crescere e a prepararti meglio ad affrontare la vita.[A parte che hai 58 anni e poi mi sa che hai sbagliato posto]
una donna e la sua vita, la sua famiglia, i suoi amici, le sue emozioni, i suoi sogni e tutto con molta ironia:D[ ... e meno male che c'è l'ironia...]
OPERATORE SANITARIO MAGO ILLUSIONISTA PER HOBBY INTERESSE PER PARAPSICOLOGIA SPIRITISMO ESOTERISMO CON VISIONE STORICO SCIENTIFICA DEI CITATI... [un esaurito in due parole]
ma è davvero così importante? [guarda, per me no... ma facevi prima a non scriverci nulla]
Un pò donna, un pò bambina, romantica, passionale, solare, capricciosa, lunatica, creativa,divertente, ironica, sensuale, fragile, viziosa,...[tutta questa roba?pensa che sbattimento]
uomo etero [inutilmente coinciso]
Mi piace la fica e non sono ne segaiolo, ne gay (con il rispetto per i gay). Sappi che il mio blog è spinto, quindi se qualche immagine può... [magari "nè" con l'accento, per il resto in due righe mi hai messo una tristezza infinita addosso]
io sono una gran gnokka [non so se indignarmi per la forma o per il contenuto]
sono bello e bravo[hai dimenticato buono]
Foglia irrequieta danzante nel vento insieme a Lampone, Ribes e Mirtillo.[... ... mi vengono in mente solo parolacce... ]
sono una giovane studentessa amante del fetish, adoro masturbarmi pensando a te che ti ecciterai annusando le mie mutandine impregnate dei miei odori...[una repressa sfigata un po' zoccola, per usare la sintesi]
ErSTE Luce che cerca Luce ruba Luce alla Luce [Ooo..cchei... ]
» †.Eη¢hąηtяëšS.† « [paura...]
Potrei invece dirvi ciò che NON sono, ma non lo farò perchè non spetta certo a me dirlo e comunque potrebbe anche non interessarvi. Posso allora...[Senti, fai come ti pare]
Postriste.
Cioè, ancora lo devo scrivere ma sento che sarà triste perché io mi sento triste.
Una tristezza che nasce dai piedi freddi, dai capelli arricciati e gonfi dalla troppa pioggia, da due giorni passati a Firenze a impacchettare e inscatolare la mia vita e scriverci su con un Uniposca nero, da un sabato imbevuto di ruhm offerto da sconosciuti e di musica dance anni ’90.
Triste perché tra poco tornerò a Roma con le valigie più pesanti e mi sento come quando da piccola passavo il finesettimana da mio padre e non avevo il tempo di abituarmi ai suoi ritmi domestici che venivo rimessa su un treno e rispedita da mia madre e i giorni successivi ero sempre un po’ strana e faticavo a riprendere le mie abitudini.
Triste perché io ho capito che con gli uomini non ci so fare proprio per niente o forse ci so fare ma poi, stringi, stringi scivolo come un’anguilla e perché? Perchè non scelgo, non vivo fino in fondo una cosa? Eccheccazzo. E il perché lo so pure.
E poi triste forse è eccessivo ché alla fine io non sono capace di essere triste. Mi viene sempre da ridere e posso essere malinconica o nostalgica o non so, qualche altro sentimento così, ma triste triste, no.
Al massimo depressa.
E continuo ad avere la sensazione di fare pensieri illuminanti e di dimenticarli un attimo dopo.
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Il film preferito di James era Paura e Delirio a Las Vegas.
James è entrato nel mio salottino-fantasia strascicando i suoi jeans sbrindellati e smangiucchiati dalle Converse, aveva capelli neri legati in una coda di cavallo moscia e indossava una maglietta con una foglia di Marijuana, che metteva subito in chiaro le cose.
Gli occhi non credo di averglieli visti prima di qualche settimana. Li teneva nascosti dietro a degli occhiali da sole a goccia neri.
Ero di nuovo in cerca di un coinquilino per la maledetta stanza doppia.
L’altro posto letto della doppia era occupato da una mia cara amica che stava scrivendo la tesi ed era in crisi. Avevamo fatto mesi di selezione per trovare qualcuno, preferibilmente settimana corta.
Come al solito ero alle strette, la spada di Damocle dell’affitto pendeva su di me e ancora non avevamo trovato nessuno che soddisfacesse a pieno le nostre numerose esigenze.
“Piacere, James”
“… James?”
“Sì… cioè…. Mi chiamo Giacomo ma mi faccio chiamare James…” Ha spiegato con un tono strascicato e pure un po’ scoglionato per avegli fatto sprecare fiato inutilmente.
Senza troppi convenevoli, James si è svaccato sulla sedia poltrona che qualche mese prima aveva rotto il fidanzato di Berta.
L’aspirante Jhonny Depp era a Firenze per fare una scuola di Comics, si era appena diplomato, aveva 4 fratelli e suo padre faceva l’odontoiatria.
James avrebbe fatto settimana corta perché era di Modena.
Vada per James.
Qualche giorno dopo, James si era insediato. Aveva poco più di qualche maglietta. Aveva rifatto il letto alla bell’e meglio e passava le giornate a dormire, a guardare i Simpsons, a farsi canne o a scrivere storie, pensieri, appunti, sogni, visioni sui suoi quaderni che lasciava in giro e che ovviamente leggevo a sua insaputa facendomi grasse risate.
Ci fu una litigata fuoriosa tramite post-it lasciati attaccati allo specchio del bagno dopo la sua prima doccia.
James aveva grosse difficoltà nel capire dove dov’essero andare i tizzoni di canna nella raccolta differenziata e quando buttava i barattoli di yogurt buttava anche i cucchiaini.
Non puliva, ma non perché non volesse, semplicemente non sapeva farlo. Insegnarglielo mi avrebbe preso più tempo che sbrigarmela da sola.
Una delle poche volte in cui fece la lavatrice, allagò la cucina perché aprì l’oblò prima, pensando che la lavatrice avesse finito. Noi ci accorgemmo che qualcosa non andava ,quando lo vedemmo correre su e giù con un rotolo di scottex per asciugare un’inondazione. Non credo che conoscesse l’esistenza degli stracci.
Una volta l’ho trovato a spazzolarsi con la MIA spazzola e con stupore gli ho chiesto : “James, perché non usi la TUA spazzola?” Candidamente mi disse che preferiva usare la mia perché la sua faceva troppo schifo, mostrandomi una specie di zucchero filato di capelli.
Non faceva la spesa e mangiava solo pasta burro e parmigiano, il MIO. Finchè un giorno gli è stato spiegato che il Grana è una delle cose più costose e che sarebbe stato il caso di comprarselo.
Una sera la mia amica è tornata a casa distrutta verso le 10 di sera, James era svaccato come suo solito davanti alla tv, io ero svaccata sul letto in camera mia. Ad un certo punto, ho sentito discutere animatamente i due. La dinamica era che la mia amica voleva farsi una pasta, ma quando è entrata in cucina ha trovato pentola e piatti della cena di James – di ore prima - nel lavello e altra roba sparsa. La mia amica gli ha fatto notare checazzo, poteva anche lavare i piatti dopo aver mangiato, se non subito, almeno prima del suo rientro.
Lui rispondeva come un adolescente polemico.
Cercai di intervenire per fare da mediatrice culturale, ma non ebbi un grande successo. Ottenni che la mia coinquilina se ne andò sbattendo la porta e James urlò che vivere con noi era peggio che vivere con i suoi genitori.
James non era cattivo.
Era solo troppo giovane.
E’ stato come avere un figlio ribelle per un po'.
Ora credo che lavori con suo padre come odontoiatra.
Io sono una frana nella faccenda dei lasciaggi.
Quando le cose vanno male e ci si dovrebbe porre il problema "Che facciamo? Ci lasciamo?", io faccio finta di niente. Tiro a campare. Aspetto. Fischietto.
Poi arriva qualcuno che mi picchietta sulla spalla e mi dice: "Scusa sai, ma qui c'è un lasciaggio in corso". E io casco dal pero.
Una cosa che so fare veramente male è lasciare.
Non sono proprio capace. Non so essere ferma, sicura e decisa.
Le rarissime volte che ci ho provato è stato uno stillicidio.
Io ammiro quelle persone che E' finita. Ciao.
Ma è veramente Ciao, non quei Ciao che poi diventano un ... Allora... ciao, eh... io vado... quindi abbiamo detto CIAO... ma... siamo sicuri?... Come scusa hai detto qualcosa?... Ah, no... pensavo che... vabbe'... c..i..a...o
Quei lasciaggi che basta un sms strazzacore, in cui si fa leva su qualcosa che sapevamo solo noi, quelle cose dei tempi preistorici in cui si era ancora innamorati e - come direbbero i Subsonica - ritorno sui miei passi.
Ecco io sono da accanimento terapeutico. Non stacco la spina.
Il problema sono i SE e i MA che si insinuano nei pensieri e ti fanno vacillare.
Le ipotesi di salvataggio, di miracoli, di resurrezioni.
Quindi, solitamente, porto il rapporto al punto in cui è l'altro che si deve accollare la decisione di staccare la spina. E sono così brava a portarcelo, che accade quasi sempre tra urli, strepiti e discussioni in cui seiunastronza, diventa un intercalare.
Ormai ho gli anticorpi ad essere lasciata, so già il copione e mi limito ad annuire glaciale e ripetere "Ok. hai finito?" , come se avessi un impegno imminente e non potessi perdere tempo con queste sciocchezze dei lasciaggi. Figuriamoci, ho cose più importanti che stare qui a farmi lasciare!
Lasciarsi di comune accordo è impossibile. Io non ci credo a quelli che dicono "Ci siamo lasciati insieme". Che è? Pronti Attenti Via LASCIATI.
Al massimo ci si può lasciare con civiltà, ma il restiamo amici no, vi prego.
Amici mai, diceva Venditti e Grignani rispondeva ma quali buoni amici maledetti, io un amico lo perdono mentre a te ti amo.
E poi, quando ci si lascia “insieme” c’è sempre uno che finge e che, in fondo, spera che chissà, con il tempo, magari…
Ecco, al massimo si può fare finta di essere amici. Ok, restiamo finti amici.
Anni fa, tra le mie letture alte, mi sono imbattuta in un libro di Fabio Volo in cui in un punto parlava del lasciarsi. Diceva che – per evitare discussioni, sofferenze e numerose spiegazioni finali – si sarebbe dovuto scegliere una parola che, pronunciata da uno dei due, avrebbe significato che la storia era finita. Tipo, chessò, GIRANDOLA.
Ti devo dire una cosa: GIRANDOLA.
Ok. Ciao.
Fine. Basta.
Niente perché e niente per come.
L’altro, al sentire la parola GIRANDOLA, si sarebbe alzato e se ne sarebbe andato. BOMBA LIBERA TUTTI.
Frasi da lasciaggio:
Ti lascio perché non ti amo più
Ti lascio perché ti amo troppo
Ti lascio perché voglio stare solo
Ti lascio perché non ti merito
Ti lascio perché sei una stronza
Ti lascio perché mi hai rotto
Ti lascio perché voglio di più
Ti lascio perché per stare insieme a qualcuno bisogna saper stare bene da soli
Ti lascio ma sarai per sempre la donna della mia vita
Ti lascio ma so che me ne pentirò
Ti lascio perché o la nostra storia fa un salto di qualità o non ha senso andare avanti
Ti lascio senza tante spiegazioni
Ti lascio perché so che è meglio così
Ti lascio perché amo un’altra
Ti lascio perché non sento più quello che sentivo prima
Ti lascio perché non c’è più alchimia
Non è che ti sto lasciando, ho solo bisogno di un po’ di tempo per capire