Era da quando avevo 10 anni che non andavo a un matrimonio. Mio cugino si è sposato. Sono tornata nella città che mi ha ospitata per una decina di anni, giusto il tempo di capire che non era il posto per me e di scappare. E' stato strano rivedere parenti e conoscenti invecchiati, quasi tutti con figli. Quasi tutti cocainomani. E' stato bello prendermi qualche rivincita sul passato, tornare splendente e sorridente, in visita. Sapere di non appartenere più a certe dinamiche. Una quantità infinita di pettegolezzi e di guarda quella e sai che quell'altro.
Brevi considerazioni-cronaca
A me piace andare ai matrimoni anche se tutta la parte in chiesa la toglierei, meglio in Comune.
Il prete ha fatto un discorso inutile parlando di una cima da raggiungere, di Dio/Amore, di fatica e di zaini in spalla.
La sposa aveva ingaggiato un wedding planner, anzi, girava voce che.
Secondo me il wedding planner era il fotografo che si dava un gran da fare, incitando gli ospiti a sorridere di più, a fare applausi e ogni tanto buttava lì un evvivaglisposi. Il mio pensiero di fronte a tutto questo è stato: "io mi rifiuto di dare retta a quest'uomo".
Il posto del rinfresco era molto bello, gli aperitivi sono stati serviti fuori, in giardino, accanto alla piscina.
La cena faceva schifo.
Il vino era tanto.
Il tavolo in cui sono capitata era il più alcolista.
Ad un certo punto è partito un trenino che serpeggiava intorno ai tavoli. Io mi sono andata a nascondere in bagno per paura che mi agganciasse.
Mi sono trovata completamente sfatta, ubriaca e fumata da un momento all'altro.
La sposa ha fatto un discorso vestita solo da una tovaglia dopo essersi buttata in piscina con lo sposo e altri invitati.
La bomboniera era un libro di Foto degli Alinari della città ospitante, meglio delle solite cacate.
Detto questo, perchè sposarsi? E perchè non farlo?
Io vorrei sposarmi solo per poter dire "Cielo, mio marito!"